Primo premio nella sezione “Progetti” del Festival del Tratturo 2025, il documentario “Le Vie della Lana” trasmesso da Geo, su Rai3.
Non si ferma il viaggio del documentario “Le Vie della Lana” del regista Daniele Di Domenico, la fotografia Eric Tornaghi, la direzione di produzione di Virginia Liverani e il coordinamento del set di Nicolò Cicala. Dopo il riconoscimento al Festival del Tratturo 2025, – organizzato dall’Associazione Tratturo Magno 4.0 presieduta da Danilo Taddei, – con il primo posto nella sezione “Progetti”, un ulteriore riconoscimento è arrivato con la trasmissione dello stesso documentario nella trasmissione GEO, in onda ieri sera su Rai3. La stessa associazione ha presentato nei giorni scorsi un importante progetto editoriale in un evento nella Sala Nassirya del Senato.
“Il Festival del Tratturo – commenta il presidente Danilo Taddei – è ormai una realtà culturale consolidata, punto di riferimento di un grande tema che non è rimpianto per il passato, ma visione di un futuro che si conquista grazie alla valorizzazione delle nostre tradizioni. D’altra parte non ci stupisce l’apprezzamento che i vincitori del Festival hanno a livello nazionale e internazionale, come nel caso del documentario del regista Di Domenico, perché possiamo contare sulla professionalità e sulla competenza di una giuria di indiscutibile livello culturale. Auguriamo a Daniele Di Domenico di proseguire il suo fortunato percorso sulle… vie della lana”.
“Il nostro obiettivo con questo affascinante viaggio – ha spiegato il regista Daniele Di Domenico in fase di presentazione del progetto – è quello di raccontare il tratturo magno e il territorio che lo circonda, nella sua interezza, in una visione unitaria, alla ricerca di quello che è ancora vivo e presente della civiltà millenaria della pastorizia, per far conoscere ad un ampio pubblico un percorso immateriale, intimo, di una bellezza a tratti sorprendente, che mantiene una grande valenza culturale, e ha un enorme potenziale di valorizzazione turistica. Molte parti di tratturo non esistono più, la grande autostrada d’erba larga quando un campo di calcio, è spesso appena percettibile e leggibile ad un occhio addestrato, lungo paesaggi agrari oggi scanditi dal grano, dalla vite, dall’ulivo e dallo zafferano. Ma lungo i territori che il tratturo attraversava, presenti e visibili sono ancora le tracce di una storia comune, sedimentata nelle tradizioni, nei dialetti, nella devozione religiosa, nella gastronomia, nella musica. E c’è poi chi ancora, dall’Abruzzo e Molise fino in Puglia, o dalle pianure ai pascoli montani, la transumanza delle pecore ancora la pratica, anche a piedi, come secoli fa, ci sono tanti giovani che hanno deciso di non emigrare e di restare nei piccoli paesi lungo il tratturo, e nell’era della digitalizzazione, e dell’economia 4.0, hanno aperto aziende zootecniche e casearie, laboratori artigiani della lana e della tessitura”.
Il progetto cinematografico de “Le vie della lana” è stato finanziato dall’Unione europea, a valere sui fondi del Next Generation Eu – Pnrr (Transizione Digitale Organismi Culturali), e si fregia del sostegno della Camera di Commercio Gran Sasso d’Italia, della Camera di Commercio Chieti e Pescara, del Comune di Cugnoli, e dello sponsor Cantina Marramiero.
FONTE: https://www.ilcapoluogo.it/2026/03/27/dal-festival-del-tratturo-a-geo-le-vie-della-lana-su-rai3