A partire dal 23 marzo 2026, dalle ore 9, è disponibile sulla piattaforma digitale di Radio Giano Public History APS, per la rubrica Ambiente e territorio il podcast “Il Tratturo Magno: memoria, paesaggio e futuro”, ideato e condotto da Teresa Maria Rauzino e Marco Lodi.
Il progetto nasce in continuità con la memoria storica e culturale della transumanza – riconosciuta nel 2019 come patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO – e analizza il volume di Autori Vari “Il Tratturo Magno: Da percorso antico della transumanza a odierno cammino internazionale”,
curato da Alessandro Di Loreto (direttore scientifico dell’Associazione “Il Tratturo Magno 4.0”), che presentato ufficialmente il 25 marzo presso il Senato della Repubblica.
Il libro si propone come uno spazio narrativo e divulgativo che accompagna i lettori (e gli ascoltatori del podcast) lungo il Tratturo Magno, uno dei più significativi itinerari della storia italiana, antica via erbosa della transumanza e oggi candidato a divenire un moderno cammino internazionale.
Il racconto intreccia ricerca scientifica, memoria civile e visione progettuale, approfondendo in particolare la cartografia storica, l’evoluzione socio-economica e le prospettive di rigenerazione territoriale, nel rispetto dei vincoli di tutela ambientale e culturale.
Ampio rilievo è dato alla valorizzazione della celebre “reintegra Crivelli” del 1712, straordinaria testimonianza cartografica analizzata attraverso rilievi tecnici, annotazioni iconografiche e un solido apparato critico, che consente di ricostruire contesti e significati del paesaggio tratturale. In questo quadro, il volume esplora anche le dinamiche insediative delle aree interne dell’antico Regno di Napoli, evidenziando il legame profondo tra pastorizia transumante, strutture socio-economiche e trasformazioni del territorio.
Dalle origini preistoriche della transumanza fino alle trasformazioni dell’età contemporanea, il Tratturo Magno emerge come una vera e propria infrastruttura verde ante litteram, capace di connettere territori, economie e comunità.
Ma il cuore del progetto è rivolto al futuro: la proposta è quella di trasformare questi antichi percorsi in una rete di cammini lenti, religiosi e culturali, in grado di generare turismo sostenibile, nuove economie e opportunità di ripopolamento per le aree interne dell’Appennino.
FONTE: GAZZETTA H24